
Ogni pomeriggio, poco prima dell' imbrunire, arrivava col suo sacco di giornali, lo apriva, si sedeva per terra, ne sceglieva uno, e iniziava a leggere, per un'ora, un'ora esatta. Infine si alzava, si girava e andava via. Non ho saputo resistere: ho chiesto aiuto alla receptionist dell'albergo dove allora vivevo, perchè mi facesse da interprete; siamo andati da lui che erano le sei di sera, e mi ha raccontato la sua storia. Un anno prima, in un pomeriggio al calar della luce, la ruspa aveva buttato giù la sua casa nell' hutong dove viveva da cinquant' anni con la moglie. In poco meno di un mese la sua compagna s' era lasciata morire d' inedia. Da allora, ogni pomeriggio all' imbrunire, lui veniva lì a leggerle il giornale, come faceva quand' era viva, perchè lei era cieca.
Beijing, ottobre 2004
1 commento:
Ciao Davide, i tuoi "ritratti" sono semplicemente incantevoli, come una poesia... quella che la Cina mi sta trasmettendo! Trovo solo questo spazio per il mio commento per ringraziarti per il tuo e sussurrarti di non smettere di scrivere! Anch'io, spesso, non riesco a visualizzare il mio blog, ma la "bacheca" per le modifiche fortunatamente non mi ha mai dato problemi! Un sorriso.
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