martedì 1 luglio 2008
Le Civiltà Morenti
Le Civiltà sono come il corpo di un uomo: che nasce, cresce, si fortifica, diventa vecchio e poi muore”. Non so dove l’ho letta questa sentenza, o se è sempre stata una mia esclusiva convinzione: comunque, sono profondamente convinto della sua validità. Così molte Civiltà, giunte alla fine del loro ciclo vitale, si comportano come il corpo di un uomo: alcune di esse entrano in lunghi coma, fatti di inedia e di abbandono. Altre si dibattono negli spasmi del delirio, ed hanno sussulti e vibrazioni non decenti. Sì da ridursi a dar vita a squallidi teatrini per le altre Civiltà –Dominanti-, cui si rappresentano con le Danze e i Canti di un tempo meraviglioso, con gli stanchi orpelli e gli stessi vestimenti di allora. Che siano i Sioux che sculettano davanti alle classi degli yankee in gita scolastica, con le fiere piume ondulanti al vento, o i Berberi che inscenano furiose corse di cammelli nel deserto, ripresi dalle Canon dei Conquistadores a bordo di ruggenti SUV giapponesi, oppure il simpatico figurante di questa clip, che sgambetta senza voglia davanti ad un branco di Bianchi, sbracati sui divani della Casa della Cultura Tibetana di Beijing (in realtà un Ristorante camuffato), dopo essersi sbafati interi cosciotti di montone, con le Nike contraffatte ai piedi, e boccali di birra nello stomaco capiente.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento